18 novembre 2008

Trattato di Lisbona: cessione di sovranità

Il Trattato di Lisbona è stato approvato dal consiglio dei ministri il 30 maggio 2008, l'Italia lo ha ratificato il 31 luglio 2008 ed entrerà in vigore il 1° gennaio 2009. Ne avete mai sentito parlare? No? Esistono "validi" motivi! I telegiornali pensano a riempire i loro contenitori con messaggi e vicende riciclati all'infinito offrendo il tipo di intrattenimento "desiderato" dall' italiano medio che "gusta", nella totale ignoranza, questi assurdi tormentoni come una telenovela a puntate. Parliamo di cose serie per il nostro futuro! Stiamo per perdere gli ultimi brandelli di sovranità e pare che nessuno se ne renda conto. Mentre ascoltiamo le vaccate somministrateci dai media e ci preoccupiamo di fare il vaccino anti-influenzale, stiamo viaggiando a velocità siderali verso il NWO! Ormai ci sentiamo costretti in uno stato di "allarme rosso" che non ci permette di essere critici, di vigilare sui nostri governanti che, in fatto di arroganza e sfacciataggine, hanno ormai raggiunto livelli inaccetabili. Dopo Maastricht, tappa di un sovraprocesso oligarchico-imperiale, il trattato di Lisbona darà ai paesi europei il colpo di grazia.

Questo Trattato modifica e sostituisce appunto il Trattato dell’Unione europea (1992), noto come Maastricht, e il Trattato istitutivo della comunità europea (1957), aumentando sensibilmente i poteri della Commissione Europea e limitando o azzerando i poteri locali.

Da Maastricht a Lisbona: cronologia

17 Febbraio 1986. Giulio Andreotti (Ministro degli Esteri del Governo Craxi), firma l’Atto Unico Europeo (AUE).

7 Febbraio 1992. Giulio Andreotti (Presidente del Consiglio), il Ministro degli Esteri Gianni de Michelis (Membro dell’Aspen Institute) e il Ministro del Tesoro Guido Carli (già governatore di Bankitalia) firmano il Trattato di Maastricht per l’entrata dell’Italia nell’Unione Europea. Così facendo, l’autonomia delle banche centrali stava entrando in tutti gli ordinamenti giuridici dell’Unione Europea per effetto del Trattato (articolo 107).

Articolo 107 del Trattato di Maastricht. Nell'esercizio dei poteri e nell'assolvimento dei compiti e dei doveri loro attribuiti dal presente trattato e dallo Statuto del SEBC, né la BCE né una Banca centrale nazionale né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni o dagli organi comunitari, dai Governi degli Stati membri né da qualsiasi altro organismo. Le istituzioni e gli organi comunitari nonché i Governi degli Stati membri si impegnano a rispettare questo principio e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della BCE o delle Banche centrali nazionali nell'assolvimento dei loro compiti. Gli Stati aderenti rinunciano alla sovranità monetaria nazionale per trasferirla con l’articolo 105 alla Banca Centrale Europea (BCE).

Articolo 105A del Trattato di Maastricht. 1). La BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare l'emissione di banconote all'interno della Comunità. La BCE e le Banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla BCE e dalle Banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nella Comunità. 2). Gli Stati membri possono coniare monete metalliche con l'approvazione delle BCE per quanto riguarda il volume del conio.

7 Febbraio 1992. Lo stesso giorno l’autonomia della Banca Centrale si è perfezionata con la legge 7.2.1992 numero 82 varata dal ministro del Tesoro Guido Carli (già governatore della Banca d’Italia), che ha attribuito alla Banca d’Italia la facoltà di variare il tasso ufficiale di sconto senza doverlo più concordare con il Tesoro.

30 Maggio 2008. Il Consiglio dei Ministri ha approvato (senza interpellare gli Italiani) all’unanimità il ddl di ratifica del Trattato di Lisbona che da maggiori poteri agli eurocrati di Bruxelles. La Lega accetta ma con "riserva" (proporrà una legge che consenta un referendum in merito) poichè, afferma Calderoli, la perdita di sovranità è notevole.

Con la ratifica da parte del Parlamento italiano del Trattato di Lisbona, si pone fine definitivamente all'esistenza delle Nazione Italia. E mano a mano si porrà fine all'esistenza di quasi tutte le altre nazioni in Europa. Non bisogna sorprendersi del silenzio che accompagna l'atto più importante che sia mai stato compiuto dal 1870 con il Regno d'Italia. È un silenzio che non è dovuto soltanto al volere dei governanti, ben sicuri, fin dall'inizio dell'operazione "Unione Europea", che bisognasse tenerne all'oscuro il più possibile i cittadini, ma anche all'oggettiva difficoltà per i giornalisti di fornire informazioni e tanto meno spiegazioni di un progetto che esula da qualsiasi concetto di politica.

La falsificazione dei significati linguistici accompagna fin dall'inizio l'operazione: quello che viene firmato non è affatto un Trattato e non è neanche una "Costituzione", come era stato chiamato prima che alcuni referendum popolari (per chi può farlo come l'Irlanda) lo bocciassero rimandandone la ratifica. È la proclamazione di una religione universale (attraverso l'attuazione del sincretismo fra le varie religioni e fra i vari costumi culturali), accompagnata in tutti i dettagli dagli strumenti coercitivi verso i popoli e verso le singole persone per realizzarla. La sua ratifica permetterà ai banchieri di Bruxelles di potenziare il loro potere su noi sudditi europei e di conseguenza limitare di molto le nostre libertà individuali.

La BCE non è un ente democratico, è formalmente un ente di diritto pubblico, ma nella sostanza è un ente dominato dalle banche private. La BCE decide la politica monetaria e finanziaria, e conseguentemente decide la politica economica dell’Europa. La sovranità dei popoli sta per essere consegnata totalmente nelle mani di qualche oscuro e potente banchiere.

- Aumenteranno i poteri straordinari della Commissione dell’Unione Europea in quasi tutti gli aspetti della vita dei cittadini (politica economica e difesa), privando il nostro Paese della propria sovranità e vanificando in questo senso la Costituzione Italiana, a partire dall’Articolo 1 che recita “la sovranità appartiene al popolo”.

- La politica di difesa del Trattato prevede, oltre alle missioni di pace, anche missioni offensive, che violano l’Art. 11 della Costituzione (L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà!). Attraverso il potenziamento delle forze militari messe a disposizione dell'Unione Europea, è in atto un tentativo di fare dell'Europa un braccio della NATO. Con la creazione di un gruppo ristretto di paesi a cui verrebbero demandate le iniziative militari, sarebbe più facile aggirare l'opposizione di chi vorrebbe evitare lo scontro strategico portato avanti da Londra e Washington nei confronti di Russia e Cina.

- In politica economica si parla di una vera e propria "dittatura" dell’Unione e della Banca Centrale Europea. Grazie al Trattato di Lisbona, infatti, i burocrati dell’Unione Europea avranno pieno titolo a bocciare qualunque misura decisa dal nostro governo, e dagli altri governi europei, per difendere la propria economia, l’occupazione, i redditi, l’industria e l’agricoltura, ed intervenire sui prezzi. Il tutto senza essere stati eletti da nessun cittadino!

L'ex ministro e insigne giurista Giuseppe Guarino, ordinario di diritto amministrativo all'Università di Roma, ha diffidato dal ratificare il trattato così com'è, perché esso codificherebbe un sistema di "governo di un organo" o "organocrazia". Il prof. Guarino ha esposto la sua critica in una conferenza pubblica a Firenze il 19 maggio, alla presenza di costituzionalisti, esperti e amministratori. Il trattato viola almeno due articoli della Costituzione italiana, l'Art. 1 ("La sovranità appartiene al popolo") e l'Art. 11 (L'Italia "consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie"). Riguardo a quest'ultimo, le condizioni di parità sono violate dal fatto che paesi come la Gran Bretagna e la Danimarca, membri del trattato, sono esonerati dalla partecipazione all'Euro. Così essi possono, ad esempio, fissare il tasso d'interesse in modo vantaggioso per loro ma svantaggioso per gli altri firmatari del trattato. Inoltre, osserva Guarino, il Trattato di Lisbona aumenta sensibilmente i poteri della Commissione Europea. Non sarebbe saggio approvare il trattato, riproponendosi di cambiare in seguito le sue parti sbagliate, ha osservato il prof. Guarino. Ciò sarebbe di fatto impossibile, dato che occorre l'unanimità.

Un altro eminente costituzionalista tedesco, il prof. Schachtschneider, ha sviluppato una lezione dal titolo “La legittimazione della pena di morte e dell'omicidio” in cui sostiene che il Trattato di Lisbona nel suo continuo sostenere una cosa e rimandare ad altra contraria attraverso il richiamo alle “Spiegazioni della Carta dei Diritti Fondamentali” legittima la pena di morte e l’omicidio “per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o un'insurrezione” e “per atti commessi in tempo di guerra o in caso di pericolo imminente di guerra” (ben 14 Stati dell’Unione europea sono impegnati nella guerra in Iraq). Sarebbe poi di interesse nazionale conoscere, soprattutto nell’ottica della nuova legge sulla sicurezza votata dall'attuale governo, cosa s’intende per “sommossa” e “insurrezione”.

A nulla sono valse le proteste affinchè si prendesse coscienza del contesto generale in cui si inserisce il Trattato di Lisbona: una crisi sistemica in cui si è pronti a scelte anti-democratiche pur di tenere in piedi una bolla speculativa destinata comunque ad esplodere.





Fonti:

Sito Ufficiale della campagna di protesta:

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