26 dicembre 2008

Autoguarigione: il potere delle credenze

Come filtri posti su un obiettivo fotografico, le credenze possono cambiare la nostra visione delle cose e pertanto il modo in cui percepiamo la vita. L'attuale comunità scientifica ha raramente preso in considerazione l'effetto delle credenze sulla biologia umana, benchè tutti gli studenti di medicina imparino molto presto cosa sia l'effetto placebo. Questo fenomeno altro non è che il miglioramento della situazione patologica di un paziente che crede falsamente di assumere un determinato farmaco. Quando, in fase sperimentale, si dice ad un soggetto o ad un gruppo di soggetti che stanno assumendo una sostanza potenzialmente efficace per il loro problema, anche se questa è effettivamente inattiva, si riscontrano a fine test progressi sorprendenti nella maggior parte dei partecipanti. Pochi audaci hanno osato chiedersi quali fossero le reali implicazioni di tale meccanismo e le risposte non sono arrivate fintanto che non hanno accettato le inequivocabili relazioni che lo sostengono.

L'effetto placebo costituice una prova fondamentale del potere di autoguarigione del sistema corpo-mente. Siamo programmati per autoripararci ma la medicina ufficiale evita di approfondire e tratta frettolosamente l'argomento giudicando trascurabile qualsiasi ulteriore indizio o dato statistico che confermi il fatto. Questo per effetto del pensiero dogmatico che domina la ricerca ma soprattutto per considerazioni economiche. Se il corpo venisse incoraggiato all'autoguarigione, proprietà che possiede al cento per cento, cosa ne sarebbe della maggior parte delle case farmaceutiche? Va fatto notare che alcuni studi (Brown 1999, Kirsch 2002) condotti con antidepressivi placebo, hanno dimostrato che solo una esigua percentuale di quelli diffusi agisce efficacemente e che il loro successo è quasi sempre da attribuire alla mente (credenze) di chi li assume e al marketing di chi li produce.

Abbiamo vagamente compreso cosa uccede quando una suggestione positiva porta a dei miglioramenti di salute, ma va anche considerato che, al contrario, quando la mente si intrattiene in suggestioni negative, si ha un effetto altrettanto potente: l' effetto nocebo. Se un atteggiamento convinto, positivo, fiducioso può attivare i naturali processi di autoguarigione, mantenerne uno negativo può procurare seri danni. Basti pensare a quante volte, nell'esporre con metodi indelicati tristi diagnosi che non lasciavano speranze ai pazienti, si è notato negli stessi, un repentino peggioramento dello stato di salute, anche in caso di valutazioni errate del patologo. I casi di nocebo come questi inducono a pensare che medici, genitori e insegnanti, nel rispetto di quanto è stato loro insegnato, possono far perdere ogni speranza di fronte ad una malattia (come a qualsiasi altro ostacolo) riprogrammandoci a credere di essere impotenti. Le convinzioni, positive o negative che siano, influenzano ogni aspetto della vita.

Un elemento oggi assai diffuso, che scaturisce da credenze negative minacciando gravemente la salute fisica, è la paura. Vivere in un costante stato di paura costringe la nostra biologia ad una continua "corsa ai ripari", come se ci dovessimo preparare ad un imminente pericolo esterno che pare non arrivare mai. I nostri meccanismi di difesa non sono concepiti per lavorare incessantemente e spesso ci troviamo in una condizione in cui la produzione di ormoni dello stress è insostenibile. Inoltre, provare paura porta ad inibire per fini protettivi (con l'attivazione dell'asse ipotalamico-ipofisario-surrenalico o HPA) l'azione dell'ippocampo prefrontale e della corteccia che è il centro delle funzioni intellettive superiori. La scarsa attività, è ormai noto, porta all'atrofia. Alcune paure sono necessarie alla sopravvivenza ma la maggior parte sono state acquisite da imposizioni culturali o genitoriali. Lasciare andare le credenze negative e con esse anche le paure limitanti è il passo basilare per ritrovare se stessi e giungere ad una vita più libera e appagante, da vivere con consapevolezza e in piena salute.

Le tue convinzioni diventano i tuoi pensieri.
I tuoi pensieri diventano le tue parole.
Le tue parole diventano le tue azioni.
Le tue azioni diventano le tue abitudini.
Le tue abitudini diventano i tuoi valori.
I tuoi valori diventano il tuo destino.
(Mahatma Gandhi)


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