2 dicembre 2008

Islanda: dopo il crack si gioca a Recession

La Recessione non è uno spirito malvagio che arriva all'improvviso, non è uno spettacolo che dura qualche giorno e nemmeno una conseguenza inattesa, come si ama raccontare, di scellerate speculazioni finanzierie. La Recessione è un "gioco" serio e ben strutturato per diffondere la paura. La situazione è realmente tangibile e, anche se ci hanno abituato ad attendere che gli "specialisti" accorrano prima o poi in nostro aiuto, tutto questo non avverrà. Per meglio dire avverrà qualcosa ma non avrà certo le caratteristiche di un aiuto, non sarà un miglioramento o un cambio di rotta favorevole. Sarà una tattica di "emergenza". Nessuna consapevolezza è maturata se non quella di diffondere ancor più malessere per estorcere ancor più devozione, ancor più sacrificio e ancor più libertà di azione. Attendiamo speranzosi la mazzata finale senza comprendere che stavolta farà davvero male e che arriverà proprio da chi ha sempre detto, non dimostrato, di operare per un futuro migliore nel nome della democrazia. Ma quale futuro, e soprattutto, quale democrazia ha l'aspetto di ciò che stiamo vivendo ora?

Ne sa qualcosa l'Islanda, che nel corso degli anni '90 aveva visto aumentare la sua ricchezza proprio grazie alla "vitalità" del settore bancario (basata più su giochi finanziari che su una ricchezza reale) e che ora vede la sua moneta, la corona islandese (krona), ai minimi storici. Le banche islandesi si sono ampiamente espanse all'estero e, mentre le entrate finanziavano i progetti locali, gli investitori si sono pericolosamente esposti sulla corona islandese che offriva alti rendimenti. Dopo anni di crescita il paese è stato travolto da massicce ondate di attachi speculativi che ne hanno incrementato il debito la cui entità, secondo alcune stime, supererebbe di 12 volte il suo PIL. Già all'inizio di ottobre la corona aveva subito un duro colpo con il taglio del rating dello Stato da parte di Standard & Poor's (da A- a BBB) perdendo oltre il 30% nei confronti dell'euro. La svalutazione ha inevitabilmente proseguito.

Le operazioni di salvataggio del governo per contenere l'ondata di panico islandese hanno portato alla nazionalizzazione delle principali banche (Landsbanki, Glitnir e Kaupthing) e alla vendita, da parte delle stesse, di tutti gli asset esteri per il recupero di nuovi, urgenti capitali. Con una manovra congiunta, e non priva di interessi, il Fondo Monetario Internazionale e altri 4 paesi nord europei (Danimarca, Finlandia Norvegia e Svezia) hanno concesso all'Islanda un prestito complessivo da quasi 5 miliardi di dollari, mentre prosegue il congelamento degli scambi finanziari con l'estero. Nonostatnte l'effimero effetto tampone prodotto da alcuni accorgimenti, le perdite rischiano in ogni caso di essere molto pesanti. Migliaia di cittadini stanno protestando davanti al Parlamento per chiedere le dimissioni del primo ministro Geir Haard ma, nonostante le contestazioni, il premier ha comunque confermato di voler restare in carica e ha annunciato un peggioramento per il 2009. Anche in Italia diversi istituti hanno venduto prodotti legati in qualche modo all’economia islandese e in tanti temono la reazione a catena già vista per l'americana Lehman Brothers.

Niente male per una fredda nazioncina del nord di circa 300 mila anime, patria dei geyser e dell'artista Bjork, che non compare mai sulle carte geografiche, sulle banconote (casualita?) e, a quanto pare, nemmeno sui telegiornali. Per fortuna c'è qualcuno di spiritoso che ha inventato un modo originale per familiarizzare con gli effetti della globalizzazione: sugli scaffali dei negozi islandesi arriva Recession (Kreppuspilid), un "divertente" gioco di società in cui bisogna destreggiarsi tra fallimenti, pignoramenti e crisi dei mercati, senza esaurire completamente i capitali. L'idea nasce da un manager di Reykjavik che ha perso il posto proprio a causa del fallimento della società per cui lavorava. Con i tempi che corrono persino il carattere capitalistico del caro, vecchio Monopoli è ormai da considerare fuori moda!

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Nessun commento: