2 gennaio 2009

2009: anno del clima


Il 2009 è cominciato e con lui le sfide più importanti e decisive per il nostro futuro. La più difficile è rappresentata dalla crisi climatica che, se non verrà arginata per tempo ripristinando una situazione sostenibile, farà molti più danni della crisi economica che tanto temiamo. Non basterà chiudersi in casa con un po' di scatolette per sfuggire ai potenziali disastri climatici che potrebbero interessare tutto il pianeta, è necessario l'impegno di tutti, non solo delle istituzioni da cui ci attendiamo seri programmi. La politica del rinvio e dell'attesa non ha lasciato più margini d'azione e i possibili interventi dovranno assumere caratteri prioritari.

Proprio la crisi economica dovrebbe indurre il paesi come il nostro a non mantenere un ruolo di retroguardia. La radicale trasformazione degli attuali sistemi e l'adozione di fonti rinnovabili rappresentano un'occasione di modernizzazione e innovazione per avviare un new deal della sostenibilità. Nuove applicazioni, nuovi impianti, nuovi posti di lavoro. L’Italia, ad esempio, ha immense potenzialità nel fotovoltaico: usando lo 0,5 della superficie italiana (equivalente ai tetti esistenti) per installare pannelli fotovoltaici potremmo produrre, con la tecnologia attuale, circa 200 TWh l’anno, equivalente ai 2/3 del fabbisogno elettrico del paese. Attualmente gli usi termici, che costituiscono complessivamente il 92% di tutti gli usi finali domestici ed il 54,2 % dei consumi totali, vengono soddisfatti da fonti di energia non rinnovabile come gasolio e metano.



Quest'anno, oltre al G8 2009, saranno molti gli incontri in cui i paesi potranno discutere delle tecnologie sostenibili e della loro utilizzazione. Nel mese di novembre 2008 è stato consegnato all'Onorevole G. Fini lo Speciale Calendario WWF "2009 Anno del Clima" in cui, a fianco di spettacolari immagini di natura, sono evidenziate circa 30 date cruciali per il clima, come i vertici mondiali, gli appuntamenti istituzionali e gli anniversari tematici: l’invito è quello di far assumere dalle istituzioni come prioritario il tema dei cambiamenti climatici nel corso del 2009.

Gianfranco Bologna, direttore scientifico WWF Italia, ribadisce l' importanza per i paesi sviluppati di porsi obiettivi di riduzione adeguati al percorso da tenere per raggiungere collettivamente questo scopo, vale a dire la riduzione tra il 25 e il 40% entro il 2020, come deciso dal Summit di Bali alla fine del 2007, con un obiettivo globale di riduzione delle emissioni di almeno l’80% entro il 2050.

Molti economisti in tutto il mondo, e molte industrie a livello mondiale, ritengono che la decarbonizzazione dell’economia sarà la vera risposta alla crisi economica e, con l'elezione di Barak Obama alla guida degli USA, le speranze per l'attuazione di una diversa politica ambientale sono cresciute. Nel suo programma, Obama si è impegnato ad investire enormi somme nel campo delle energie rinnovabili e ad attuare un sistema volto a ridurre drasticamente le emissioni entro i termini previsti.

Le cifre prodotte da una recente stima della situazione ambientale ed economica globale non conducono certo a previsioni ottimistiche:

• un miliardo e 800 milioni di persone colpite da scarsità d’acqua entro il 2025;
• 50 milioni di persone costrette a diventare rifugiati ambientali nei prossimi anni;
• 330 milioni di persone esposte in misura crescente alle alluvioni nelle zone costiere, lungo i bacini dei fiumi e nelle piccole isole;
• 180 milioni di persone già colpite da scarsità di cibo e malnutrizione, e 600 milioni di persone in previsione entro il 2080;
• 1 miliardo e 300 milioni di persone nel mondo guadagnano troppo poco per uscire dalla soglia di povertà di due dollari al giorno;
• 190 milioni i disoccupati al livello globale;
• nei prossimi 10 anni oltre 500 milioni di persone saranno in cerca di occupazione;
• 5 miliardi e 300 milioni di persone non hanno accesso ad alcuna forma di copertura di sicurezza sociale;
• 1 miliardo e 600 milioni di persone non hanno accesso all’energia moderna;
• 1 miliardo di persone vivono in abitazioni povere e prive di servizi essenziali quali l’acqua pulita e i servizi sanitari.



Approfondimenti:

Gli appuntamenti decisivi per il futuro del Pianeta:

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2 commenti:

Zret ha detto...

Affidarsi alle istituzioni per chidere loro di risolvere i problemi che essi CREANO artificialmente è come chiedere ad un lupo di diventare vegetariano.

Ciao

Noisyhush ha detto...

Ti do ragione ma di fronte alle tristi verità di cui si stanno accorgendo tutti qualche accorgimento dovrà essere preso, quantomeno per sembrare efficienti. Certi problemi non verranno mai volutamente risolti ma confido sempre nel fatto che in altri paesi europei qualcosa si è mosso. Va anche detto che le istituzioni non sono fatte di persone tutte uguali. Insomma, credo sia doveroso continuare a far sentire la propria voce nonostante tutto.
Un caro saluto