13 marzo 2009

Le onde del pensiero


(di William Walker Atkinson)

In genere vediamo quello che stiamo cercando.

Come un sasso lanciato in acqua, il Pensiero produce increspature e onde che si propagano lungo il grande Oceano del Pensiero. C'è una differenza, comunque: le onde sull' acqua si muovono su un solo livello in tutte le direzioni, mentre le onde del pensiero muovono in tutte le direzioni da un centro comune, proprio come i raggi che irradiano dal sole.

Proprio come qui sulla terra siamo circondati da un grande mare d'aria, allo stesso modo siamo circondati da un grande mare della Mente. Le onde del nostro pensiero si propagano attraverso questo vasto etere mentale, estendendosi, comunque, in ogni direzione, come ho spiegato, diminuendo in qualche modo la loro intensità, in base alla distanza attraversata, a causa della frizione causata dalle onde che entrano in contatto con il grande corpo della Mente che ci circonda da ogni lato. Tali onde del pensiero posseggono altre qualità che le differenziano da quelle sull' acqua. Hanno la capacità di riprodursi. In questo senso somigliano più alle onde sonore che a quelle sull' acqua.

Proprio come la nota di un violino farà vibrare e “cantare” un bicchiere di vetro sottile, allo stesso modo un pensiero energico tenderà a risvegliare vibrazioni simili nelle menti inclini a riceverle. Molti dei “pensieri randagi” che giungono fino a noi non sono altro che riflessi o risposte a pensieri energici inviati da qualcun altro. Ma a meno che la nostra mente non sia incline a riceverli, probabilmente il pensiero non ci influenzerà.
Se facciamo pensieri importanti la nostra mente acquisisce un tema principale che corrisponde al tipo di pensiero che abbiamo fatto. E una volta che questo tema si sarà insediato saremo pronti a catturare le vibrazioni di altre menti orientate verso lo stesso pensiero. D'altro canto, prendiamo pure l'abitudine di fare pensieri opposti e presto echeggeremo il basso ordine di pensiero evocato dalle menti di migliaia di persone che fanno gli stessi pensieri.

Noi siamo in larga parte ciò che pensiamo; l'equilibrio è rappresentato dal tipo di suggestione e di pensiero altrui che ci ha raggiunto in due possibili modi: direttamente, attraverso suggestioni verbali, oppure telepaticamente per mezzo di tali onde del pensiero. Comunque la nostra attitudine mentale generale determina il tipo di onde del pensiero che riceviamo dagli altri, così come quelle emesse da noi stessi. Riceviamo soltanto quei pensieri che sono in armonia con la nostra attitudine mentale generale, mentre i pensieri in disarmonia con essa ci influenzano molto poco, in quanto non risvegliano in noi alcuna risposta.

È improbabile che chi crede fermamente in se stesso e mantiene un'attitudine mentale forte e positiva, fatta di fiducia e determinazione venga influenzato dai pensieri negativi e avversi di scoraggiamento e sconfitta emanati dalle menti di persone in cui predominano queste ultime sensazioni. In modo analogo, se tali pensieri negativi raggiungono qualcuno la cui attitudine mentale impostata su una nota bassa, rafforzano questo stato e aggiungono carne al fuoco che ne consuma l' energia, o se preferite questa metafora, servono a estinguere il fuoco della sua energia e attività. Noi attraiamo verso di noi i pensieri altrui dello stesso ordine. Colui che pensa al successo entrerà con tutta probabilità in sintonia con menti altrui dai pensieri analoghi; ed essi si aiuteranno a vicenda. Colui che consente alla propria mente di indugiare su pensieri di sconfitta si avvicinerà alle menti di altre persone “sconfitte” - e ciascuno contribuirà a scoraggiare ulteriormente l'altro.

Chi pensa che tutto è male vedrà solo male ed entrerà in contatto con persone che sembreranno dimostrare la sua teoria. Mentre colui che cerca il buono in tutto e tutti attrarrà con ogni probabilità cose e persone rispondenti a tale pensiero. In genere vediamo quello che stiamo cercando. Comprenderete meglio questa idea se pensate allo strumento senza fili di Marconi, che riceve le vibrazioni esclusivamente dallo strumento mittente che è stato programmato per farlo, mentre altri telegrammi attraversano l'aria delle vicinanze senza influenzarlo. La stessa Legge vale per le operazioni del Pensiero.

Riceviamo soltanto ciò che corrisponde al nostro atteggiamento mentale. Se siamo scoraggiati possiamo essere certi di essere caduti in una nota negativa e di essere stati influenzati non soltanto dai nostri pensieri, ma di aver ricevuto anche i pensieri deprimenti dello stesso ordine, emanati continuamente dalle menti degli sfortunati che non hanno ancora appreso la Legge dell'Attrazione del Mondo del Pensiero. E quando in certe occasioni ci sentiamo energici e pieni di entusiasmo, con quale velocità avvertiamo l'influenza dei pensieri coraggiosi, audaci, energici, positivi emanati dagli essere viventi della terra! Ce ne accorgiamo subito quando abbiamo un contatto fisico con delle persone e avvertiamo le loro vibrazioni, deprimenti o corroboranti, a seconda del caso. Ma la stessa Legge opera a distanza, sebbene in maniera minore. La Mente ha molte tonalità, che vanno dalla nota alta più positiva alla nota bassa più negativa, con molte altre in mezzo, la cui intensità varia a seconda della loro rispettiva distanza dal polo positivo o da quello negativo.

Fonte: La Straordinaria Forza di Attrazione dei Nostri Pensieri - Thought Vibration

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6 commenti:

rockpopmetal ha detto...

Vorrei esprimere una mia ipotesi in merito: L'essere umano è essenzialmente una forma di pensiero. Mi riferisco al Pensiero dell'essere sia universale che antiuniversale. Il problema però resta l'ignoranza che ciascun essere umano ha di se stesso e che consente, secondo me, questa attrazione passiva, la quale può essere più o meno reintegrativa, ma certo non è cosciente.
Se ci fosse coscienzialità o disponibilità ad accogliere momenti di questo stato, forse questo processo subito di attrazione diventerebbe invece un processo selettivo di possibile oppure non ricercata identificazione con l'altro; ovvero si potrebbe ipotizzare che ciascun essere umano possa selezionare soltanto l'identità\pensiero che più lo riguarda ed a diversi livelli di coscienza. Ora come ora è un po' tutto lasciato ad un rapporto diciamo subito, improvvisato, un po' come quando un bimbo deve imparare a parlare oppure ad agire per proprio conto, ma ancora non riesce a coordinare né l'acquisizione delle parole, né i movimenti giusti per sostenersi. Se invece arriveremmo ad una scelta di pensieri idonei al nostro modo di essere noi stessi, più originario, più vicino alla realtà che ci riguarda, il rapporto del pensiero con gli altri pensieri diventerà successivo a quello del rapporto del pensiero con se stesso e quindi, secondo me, più nitido, qualificato e condivisibile, senza troppi condizionamenti, ma con la capacità di simbolizzare la realtà, ciascuno secondo la propria giusta lunghezza d'onda reale. Insomma invece di essere un insieme di stelle sparse un po' disordinatamente ed interagenti solo sotto la spinta delle forze che ci pongono in un equilibrio mutante (tipo bollicine in una pentola di liquido in ebollizione( saremmo una vera e propria galassia con moltissime stelle e costellazioni.
Chiamerei questa galassia Galassia METAUMANICA.
Il post è senz'altro molto interessante, anche perché sviluppa la giusta tendenza a recuperare un po' meglio quello che in realtà saremmo e che sembra diventato invece solo un argomento misterico, fluttuante, non un abito mentale che ci consentirebbe un mondo senza conflitti e senza disequità autolesive e deprimenti

Simona

Noisyhush ha detto...

Cara Simona, concordo al cento per cento con la tua ipotesi che altro non è che il giusto impiego della legge dell'attrazione. Una volta consapevoli del proprio potere è necessario usarlo con responsabilità e adeguata determinazione.

Jeng Li ha detto...

Il pensiero e la vibrazione, noi siamo pensiero e vibrazione, ogni nostra azione e' governata da un pensiero e da una vibrazione ad esso associata. Se chiamiamo qualcuno col pensiero e quel qualcuno in quel momento e' aperto a ricevere la noatra onda vibratoria di richiamo, egli ci sentira'.
Concordo in pieno sul fatto che: "...È improbabile che chi crede fermamente in se stesso e mantiene un'attitudine mentale forte e positiva, fatta di fiducia e determinazione venga influenzato dai pensieri negativi e avversi di scoraggiamento e sconfitta emanati dalle menti di persone in cui predominano queste ultime sensazioni." (cito dall'articolo)... poiche' se si e' coscienti si se stessi, ci si trova in una buona condizione di radicamento, si puo' ascoltare, percepire, qualsiasi espressione di pensiero, constatando ma, senza esserne in minima parte condizionati. In questo modo, quando fosse necessario, si riesce a dare l'avvio all'aiuto per l'altro, diversamente ci si ritroverebbe in una sorta di cappa negativa comune, nella quale si rischierebbe la stagnazione...

Noisyhush ha detto...

...Cosa assai frequente, aggiungerei. Fintanto che la cappa di vittimismo e miseria spirituale collettiva persisterà, sarà cmq notevolmente complesso mantenersi saldi anche per chi conosce e fa già un buon uso delle leggi universali. Si, il punto fondamentale è la propria fermezza e su questa ognuno dovrebbe lavorare, poiché non basta imboccare il giusto percorso bisogna anche saperlo mantenere.

rockpopmetal ha detto...

Sono pienamente d'accordo con i commenti ed anche io tendo a mantenere nel mio piccolo questa predisposizione a non farmi coinvolgere dalla negatività comune, dettata soprattutto dall'ignoranza di se stessi e dell'altro. Il problema ulteriore che si pone è l'essere in parte indicati come eccessivamente capaci di sovvertire l'ordine comune senz'altro passivo e negativo con una carica attiva e positiva che dà un senso al proprio esistere e cerca di limitarne gli sprechi.
La semplificazione della vita non va molto d'accordo con il voler quasi protervamente complessificare tutto, anche ciò che potrebbe essere risolto in modo limpido e pulito.
Questo mi sembra che costituisca una deriva del pensiero, un dirottamento, una possibilità di perdere la giusta e pura sintonia con l'altro, oltre che con se stessi, se per caso il mal senso in cui si può capitare diventa troppo oppressivo e distruttivo.
Purtroppo non è un mistero che molte menti belle, ampie sono state alienate da queste dissonanze sottili. Oggi come oggi il pensiero è ancora più esposto ad essere inquinato. La semplicità e la coscienza dei propri atti sono forse l'unico sistema per tenersi il più possibile puliti, non ingombrati dall'eccesso che sembra per l'appunto dilagante.
In questo senso sono più che d'accordo con Noisyhush

Simona

danilo ha detto...

ciao a tutti , sono danilo istruttore di arti marziali,è la prima volta che scrivo qui lo faccio perchè è ora che mi faccia avanti,io sono 38 anni che vedo con i miei occhi le onde del pensiero le posso vedere a mio piacimento e le posso potenziare fino quasi a toccarle e la mia vita è stata caratterizzata da eventi identici a quelli del libro the secret , qualquno sa di cosa parlo?