10 aprile 2009

Terremoto in Abruzzo: giornata di lutto nazionale


Oggi lutto nazionale per il terremoto del 6 aprile che ha fatto tremare l'Abruzzo. Osservando le dinamiche del dopo catastrofe c'è da rammaricarsi oltre che per le numerose vittime e gli sfollati anche per l'immancabile ipocrisia che accompagna i fatti. Inutile scendere nei dettagli del tragico evento, ci hanno già pensato i media riproponendo scene raccapriccianti a tutte le ore, in continuazione. Dettagli che pare debbano a tutti i costi enfatizzare lo stato di sconforto in cui migliaia di famiglie sono "inprovvisamente" cadute e l'efficienza degli interventi del governo nell'assisterle. Come di consueto, le notizie su cui speculano i media e che oggi occupano per intero i notiziari, produrranno presto assuefazione in una popolazione mantenuta costantemente nel terrore ma l'indelebile messaggio "noi ti siamo vicini e ti offriamo sicurezza" avrà ormai superato per l'ennesima volta i confini del conscio in tutti i "gentili" spettatori.


Analizzando l'evento riscontriamo le caratteristiche di un terremoto originato da cause naturali, dovute, cioè, alla morfologia della zona, riconosciuta sismica per la particolare posizione, e alla dinamica dell'evento che ha manifestato tutte le tipicità, dalle scosse di avvertimento a quelle di assestamento. Sarebbe quindi ipoteticamente complesso imputare a sistemi come H.A.A.R.P. o ad esperimenti sotterranei la responsabilità del fatto. Tuttavia ritengo che, in simili circostanze, non si debbano mai escludere implicazioni di questo tipo. Preferisco invece spostare l'attenzione su un altro aspetto della faccenda e precisamente sull'opportunità che questo disastro ha creato. Non parlo solo dell'opportunità che avranno le persone colpite di accorgersi della solidarietà che amorevolmente li circonda o di riscoprire i valori umani di unità e fratellanza indispensabili in questi tristi frangenti, ma dell'opportuità che avranno gli apparati al potere di rafforzare la loro reputazione in qualità di governanti. Ovviamente con le giuste complicità e le solite strategie di "marketing".

Similmente al disastro di New Orleans del 2005, le autorità preposte non si sono preoccupate di diffondere alcun avviso pur sapendo dell'imminente disastro quando invece è noto che, con l'attuale tecnologia, i terremoti possono essere previsti con sufficiente aprossimazione da consentire misure preventive per le popolazioni a rischio. Questo avviene anche per l'attività vulcanica e per gli uragani. Siamo potenzialmente in grado di salvare molte vite, così come è stato possibile farlo in altri casi eclatanti. La preparazione è fondamentale per il buon esito di un piano di salvataggio e consiste nel monitoraggio costante delle aree più sensibili e in un'adeguata istruzione dei cittadini da parte delle istituzioni. Ma, anziché usare il buon senso, pare sia più importante evitare di diffondere il "panico" e preservare l'ordine pubblico, come se la peggiore delle ipotesi, cioè quella che si è verificata, fosse solo un problema secondario.

Giampaolo Giuliani, ricercatore dei laboratori del Gran Sasso, aveva lanciato l'allerta ma, ripreso con ostinazione dal capo della Protezione civile Guido Bertolaso, è stato denunciato per procurato allarme. Tutto ciò è vergognoso e lascia sgomenti e dubbosi. Studiando il comportamento dei governi e delle corporations in occasione di eventi similari, recenti o meno che siano, è facile notare come le leggi del profitto e del controllo abbiano ormai corrotto il corruttibile ed è pertanto che in diversi potrebbero vedere in questa sciagura una provvidenziale fonte di guadagno, da chi si occupa di informazione a chi si occuperà della ricostruzione. Perchè, e questa è una certezza, sarà una "grande opera".
Da un articolo dell'AGI:

L'Aquila, 6 apr. - Per i terremoti "va sentito il parere di coloro che studiano questi fenomeni di rilascio del radon da molti anni. Solo l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e' titolato portare avanti progetti di questo tipo". Lo specifica Eugenio Coccia, direttore dei Laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso (Infn), in relazione allo studio portato avanti autonomamente dal ricercatore Giampaolo Giuliani che, attraverso quattro postazioni che analizzano il rilascio di un gas radioattivo (il radon) avrebbe previsto l'evento sismico. "Giuliani, che viene dal centro di astrofisica di Torino", continua Coccia, "e' associato ai nostri laboratori per un progetto sullo studio dei neutrini e non per la ricerca sui terremoti, anche perche' la sua specializzazione e' in ingegneria elettronica". Giuliani domenica scorsa allerto' il sindaco di Sulmona, Fabio Federico, prevedendo un evento sismico di rilevante intensita' in Valle Peligna, fatto che gli e' costato una denuncia alla Procura della Repubblica per procurato allarme. "I suoi apparati per l'analisi del rilascio del radon quale precursore di terremoti", ha concluso il direttore dell'Infn del Gran Sasso, "sono dislocati in quattro punti dell'Abruzzo e tengo a precisare che lo strumento per l'analisi del gas radioattivo nei nostri laboratori non e' deputato alla previsione dell'attivita' sismica".






Link:
Centro Nazionale Terremoti
Centro sperimentale di rilevamento sismico (sito web sottoposto a sequestro)

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1 commento:

Jeng Li ha detto...

Credo che tutti i filmati si commentino da soli... piu' vado avanti piu' prenderei certi "convinti" piu' che scienziati, e li metterei in mezzo alle loro limitazioni e staccionate spinose...
scusate la reazione, ma proprio vedere e ascoltare certe cose e' esasperante...