24 febbraio 2013

Non c'è creazione nella Bibbia


Prosegue con "Non c'è Creazione nella Bibbia" la ricerca iniziata con i primi due testi "Il libro che cambierà per sempre le nostre idee sulla Bibbia" e "Il Dio alieno della Bibbia".

Sono stati scritti molti libri che affrontano il tema della possibilità di contatti con civiltà extraterrestri o civiltà evolute, e poi scomparse, di origine terrestre; libri che hanno formulato l'ipotesi che tali civiltà siano all'origine della nostra nascita e della nostra evoluzione, sia fisica che culturale. Questa ricchissima produzione libraria affronta l'argomento citando e analizzando alcuni passi dell'Antico Testamento sulla base delle traduzioni conosciute, di quelle versioni della Bibbia che tutti possediamo.

Ma c'è la possibilità di saperne di più, di andare più a fondo, di trasformare le ipotesi in certezze confermate, di avere riscontri precisi?
Partendo dall'Antico Testamento queste pagine proseguono il racconto di ciò che ancora non era stato evidenziato o, ancora peggio, era stato volutamente dimenticato o variamente interpretato allo scopo di celarne i potenziali effetti dirompenti.

L'inspiegabilità dottrinale di molti passi biblici ha indotto gli esegeti e i teologi di ogni tempo a fare largo uso delle categorie interpretative dell'allegoria, della metafora o del mito. Con queste chiavi di lettura si afferma che in certi passi il significato immediatamente leggibile ne nasconde un altro più importante e profondo, che costituisce il valore vero del testo.

Il fatto curioso – e secondo noi inaccettabile – è che l'allegoria, la metafora, il mito, vengono usati dagli interpreti dogmatici esclusivamente per spiegare quelle parti di testo che sono in totale antitesi con la dottrina e che, così come sono state formulate dagli antichi autori, non possono essere accettate e ricomprese nei contenuti della fede.

Ma anche così facendo rimangono dei brani non compatibili, che andrebbero rifiutati, espulsi. Non potendolo fare, i teologi risolvono la questione – o pensano di farlo – introducendo la categoria del mistero: mistero della fede, mistero di Dio.

Nei nostri lavori stiamo tentando di adottare un approccio che consenta una comprensione lineare, semplice, letterale, concreta e coerente, che non richieda quindi altre categorie ermeneutiche, tanto meno quella del mistero, che è capace di fare accettare tutto senza dovere spiegare nulla.

Non abbiamo la presunzione di possedere la verità; presentiamo qui ciò che continuiamo a scoprire dall'esame attento di ciò che narra il testo biblico letto nei codici ebraici più antichi: la Bibbia Stuttgartensia redatta sulla base del Codice masoretico di Leningrado.

Come già fatto per il lavoro precedente, tutti i passi in cui sono con evidenza presenti contenuti non convenzionali, inattesi, straordinari, sono riportati nella lingua originale con la traduzione letterale fedelmente indicata parola per parola, utilizzando un sistema grafico che rende immediato il riferimento al testo originale e offre al lettore la possibilità di avere un accesso diretto allo scritto biblico.

La Bibbia è stata oggetto delle più diverse chiavi di lettura, tutte hanno dato per scontato che la Bibbia fosse un testo contenente innanzitutto – o addirittura esclusivamente – un messaggio di ordine spirituale, proveniente da un Dio unico, universale, trascendente, creatore dell'universo.

Noi invece abbiamo voluto provare a pensare che gli autori biblici ci abbiano voluto dire esattamente ciò che ci hanno detto, senza dietrologia, senza misteri da svelare attraverso cammini difficili e oscuri.

Ci dono diversi livelli di lettura della Bibbia, noi abbiamo scelto quello letterale, considerando che abbia un valore che fino ad ora è stato misconosciuto, per non dire spesso deliberatamente negato od omesso, data la sua inaccettabilità per gran parte del pensiero tradizionale, che vuole vedere nella Bibbia anche ciò che spesso non pare proprio essere stato nelle intenzioni degli antichi autori: come ad esempio parlare di un Dio spirituale, trascendente, creatore di universi, ecc.

Abbiamo considerato l'Antico Testamento come un libro di storia, un testo in cui vari autori di un popolo hanno voluto raccontare con i loro strumenti culturali e linguistici ciò che hanno veramente visto.

Ora ci troviamo ad avere conferme impensate: la storia si svela sotto i nostri occhi nel suo aspetto più inatteso.

Questo libro si occupa in modo specifico della tecnologia che è presente nei testi biblici e ha quindi uno scopo dichiarato: contribuire a diffondere l'informazione su una parte di ciò che in realtà non si deve sapere sui momenti delle nostre origini; sulle radici della conoscenza e su ciò che con ogni probabilità è veramente successo sul nostro pianeta migliaia di anni fa.

Non a caso il titolo rappresenta la sintesi di quanto documentato negli ultimi due capitoli, nei quali si comprenderà come anche quello che viene considerato e presentato come l'atto divino per eccellenza, la cosiddetta "creazione dal nulla", altro non è che uno dei tanti interventi tecnici e assolutamente materiali compiuti da quegli individui.

Non c'è religione, non c'è spiritualità, non c'è esoterismo, non c'è misticismo cabalistico... C'è informazione concreta; c'è conoscenza tecnologica ricostruita e funzionante; c'è la documentazione di un passato già vissuto dall'umanità.

Procediamo con serenità; ancora molto dobbiamo portare alla luce e la ricerca deve necessariamente avanzare con la convinzione che ciò che fino ad ora pensavamo di sapere potrebbe non essere rispondente al vero.

2 commenti:

envolee yu ha detto...

Salmi 78

Popolo mio, porgi l'orecchio al mio
insegnamento,
ascolta le parole della mia bocca.
2 Aprirò la mia bocca in parabole,
rievocherò gli arcani dei tempi antichi.

3 Ciò che abbiamo udito e conosciuto
e i nostri padri ci hanno raccontato,
4 non lo terremo nascosto ai loro figli;
diremo alla generazione futura
le lodi del Signore, la sua potenza
e le meraviglie che egli ha compiuto.

5 Ha stabilito una testimonianza in Giacobbe,
ha posto una legge in Israele:
ha comandato ai nostri padri
di farle conoscere ai loro figli,
6 perché le sappia la generazione futura,
i figli che nasceranno.
Anch'essi sorgeranno a raccontarlo ai loro figli
7 perché ripongano in Dio la loro fiducia
e non dimentichino le opere di Dio,
ma osservino i suoi comandi.
8 Non siano come i loro padri,
generazione ribelle e ostinata,
generazione dal cuore incostante
e dallo spirito infedele a Dio.

alessio borzani ha detto...

Molto interessante il tuo blog ti seguo ciao!!